I 10 migliori sparatutto per PC

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Dopo un periodo di ripresa dalle vacanze eccomi intento a stilare una lista, che si basa sulle mie opinioni personali, dei 10 migliori sparatutto usciti per PC che hanno rivoluzionato il panorama videoludico. In questa rubrica motiverò la mia scelta e vi invito a stilare una vostra personale nei commenti.

  • 10 – Medal of Honor: Allied Assault


Rilasciato nel 2002, Medal of Honor ripercorre gli eventi della seconda guerra mondiale dalle spiagge della Normandia fino alla liberazione della città di Brest ispirandosi al capolavoro cinematografico “Salvate il Soldato Ryan” di Steven Spielberg. La componente multiplayer, immersiva e competitiva, l’hanno reso uno dei titoli per pc più giocati di sempre grazie anche ad una community attiva di modders e mappers che ne hanno allungato la longevità. Caratteristiche uniche per il 2002 furono: l’introduzione di un comparto sonoro all’avanguardia e di una forte componente cinematografica che esaltava l’eroismo e la drammaticità come mai prima di quel momento. Graficamente, ritenuto pesante, oggi i requisiti minimi fanno quasi sorridere:  CPUPII 450, 128 MB RAM, 1,2 GB HD, Scheda Video da 16 MB.

 

  • 9 – Far Cry

Sviluppato dalla Crytek, all’inizio come anteprima dell’innovativo motore CryEngine successivamente rilasciato come gioco completo, Far Cry ha segnato una svolta per quanto riguarda i motori grafici, introducendo ambienti enormi esplorabili ed una profondità visiva senza precedenti. In seguito alla implementazione di texture dettagliatissime ed effetti come il bump-mapping ed l’HDR, Far Cry rimarrà per alcuni anni un punto di riferimento per il benchmark, sorte medesima toccherà al successore: Crysis. Il multiplayer ha riscosso un notevole successo, anche grazie all’apporto di una grande quantità di mod e customizzazioni. I requisiti hardware erano. per il 2004, ritenuti molto esosi, ecco quelli minimi: Intel Pentium III da 1GHz, 256MB Ram, Nvidia GeForce 2 o ATi 8500.

 
  • 8 – Unreal Tournament 

Unreal Tournament, uscito nell’ormai remoto 1999, è una pietra miliare nel genere degli sparatutto multiplayer. Il gioco che ha rivoluzionato la concezione di fps ed ha influenzato radicalmente il gaming su pc e console. Con l’assenza del single player (fatta eccezione per la possibilità di giocare contro dei bot in modalità offline), fu uno dei primi videogiochi a mettere in competizione giocatori da tutto il mondo, organizzati in “clan” di gioco, attraverso internet, allora in via di diffusione. Unreal Tournament divverrà una serie (UT 2003, UT 2004, UT3) ed un punto di riferimento, non soltanto come gioco, ma anche grazie al motore grafico, l’Unreal Engine, oggi uno dei più diffusi e popolari. La serie di Unreal vanta di essere una delle prime, insieme a Doom e Quake, ad avere introdotto le modalità: Deathmatch, Team Death Match e Capture the Flag. Grazie all’Unreal Engine, ed alle successive versioni, oggi conosciamo titoli come: Deus Ex, America’s Army, Splinter Cell serie, Brothers in Arms, Rainbow Six e moltissimi altri: http://it.wikipedia.org/wiki/Unreal_Engine

  • 7 – Battlefield 1942

Tra i più innovativi è d’obbligo nominare Battlefield 1942. Ormai uno dei classici che ha fatto la storia dei giochi multiplayer su PC rinnovando la scena videoludica. Vincitore del premio di “Miglior gioco dell’anno” nel 2002 e di numerosi altri premi, è il capostipite della serie Battlefield. Sviluppato dalla svedese DICE, Battlefield 1942 si pone in una via di mezzo tra la simulazione e gli sparatutto più volti all’action (vedi Medal of Honor: Allied Assault). Per la prima volta in un videogioco sarà possibile pilotare da mezzi blindati ad aerei, da mezzi navali a postazioni fisse su mappe di dimensioni enormi. Gli scenari di battaglia si svolgono in tutti i fronti della seconda guerra mondiale: europa, africa e pacifico. Si potranno utilizzare sia le forze dell’asse sia quelle degli alleati (rispettivamente: tedeschi, italiani e giapponesi o americani, inglesi, francesi, russi). Novità introdotta furono le classi: (assalto, ingegnere, cecchino, medico ecc) e la possibilità di giocare in mappe da 64 giocatori (32 vs 32).

Con questo titolo di enorme successo, la DICE ha, di conseguenza, influenzato molti titoli successivi dove ritroviamo caratteristiche simili: da Call of Duty: United Offensive a Frontlines: Fuel of War, da Enemy Territory: Quake Wars a Red Orchestra. Di grande successo furono, inoltre, alcune mod come ad esempio: Battlefield: Desert Combat che ispirarono a tal punto la DICE da integrare parte del team di sviluppo per la realizzazioni del successore di enorme successo: Battlefield 2.

  • 6 – Crysis

E’ il titolo che per diversi anni ha rappresentato una sfida per i giocatori PC:”Partirà Crysis sul mio PC?” “Mi girerà Crysis sulla mia configurazione?”, “Quanti frame faccio a Crysis con questa scheda video?” queste sono probabilmente le 2 domande che un PCista tra il 2007 e il 2009 si sarà sicuramente posto, e anche al giorno d’oggi far andar fluidamente Crysis al massimo significa che si è dotati di una, se non ottima, quanto meno buona configurazione hardware. Erede di Far Cry e dotato della versione 2.0 del CryEngine è a tutt’ora un capolavoro visivo e, se applicate le giuste mod, rasenta il fotorealismo. Ma ciò che rende unico Crysis, rispetto anche al seguito Crysis 2, è la completezza del gioco: ovvero non solo risulta essere stupefacente in termini di comparto grafico ma grazie anche ad una gestione della fisica, dell’illuminazione, del sonoro, ad oggi senza eguali. Sebbene non brilli come storia in single player, Crysis, come disse un mio perspicace amico: “non va giocato, va ammirato”. Come dargli torto. Una volta catapultato sull’isola del gioco, tra foreste, panorami mozzafiato e spiagge da sogno, potevano realizzare la storia più stupida e senza senso di questa terra che il videogiocatore non se ne sarebbe nemmeno accorto, concentrato invece (mascella a terra) ad ammirare la quasi perfezione di questa incarnazione del CryEngine 2. Dal punto di vista del gioco online, Crysis vanta aspetti simili alla serie Battlefield: saranno infatti presenti mappe di grandi dimensioni con diversi mezzi pilotabili. Grazie al rilascio quasi immediato dell’editor di gioco, sono state sviluppate diverse mod molte delle quali volte a migliorare e ad aumentare il particolare più gradito ai suoi fan: la grafica.

  • 5 – Doom

Gioiello della Id Software, è tra i più famosi giochi per PC della storia e probabilmente tutti una volta nella vita avranno provato. Doom, rilasciato nel remoto 1993, è il capostipite degli sparatutto in prima persona assieme a Wolfenstein 3D. Il giocatore indossa i panni di un marine spaziale, deportato su Marte per aver assalito un superiore che gli aveva ordinato di sparare su civili disarmati. Nei libri dedicati a Doom si fa riferimento a “Flynn Taggart”, e più in generale viene indicato con il termine Doomguy (letteralmente “tizio di Doom”). Costretto a lavorare per la Union Aerospace Corporation, il protagonista viene inviato ad indagare su un terribile incidente avvenuto in esperimenti militari sul teletrasporto tra le due lune Phobos e Deimos: orde di mostri hanno cominciato ad uscire dai portali di teletrasporto, e il satellite Deimos è sparito. Il personale residente su Phobos, inoltre, è stato trucidato o trasformato in zombie. Una volta arrivato alla base su Phobos il giocatore è lasciato all’esterno per mantenere le comunicazioni con Marte, mentre il resto della squadra entra nell’edificio. Presto però il contatto radio con gli altri membri del team cessa ed inizia la nostra avventura. Doom è diventato una serie, migliorando ed ampliando il gameplay oltre al motore grafico (id tech) che, come per l’Unreal Engine, divverà presto uno dei più diffusi. Doom è stato inoltre il primo fps a carattere horror-fantascientifico; un genere che andrà prendendo piede in futuro influenzando titoli come F.E.A.R., Dead Space, Quake, ed altri.

  • 4 – Counter Strike: Source

Nato come mod amatoriale di Half Life da parte di 2 studenti universitari, Counter Strike è uno dei migliori sparatutto in prima persona mai realizzati. Fu acquisito dalla Valve che in seguito lo ripubblicò con il nuovo Source Engine di Half Life 2, aggiungendo così Source al nome. L’enorme successo di pubblico fu dovuto all’immediatezza e alla frenesia del gameplay che tuttavia non va a sacrificare la componente tattica durante le partite multiplayer. Potrete arruolarvi come “terrorista” o “squadre anti-terrorismo” e all’inizio del gioco avrete solo un coltello ed una pistola ma in seguito, dopo alcune “kill”(oppure se sul server è settato un credito di base), potrete acquistare armi ed equipaggiamenti migliori. Counter Strike: Source ha attualmente 26 mappe, la minor parte di esse sono da fuoco rapido quindi piccole e brevi con scarse zone hot (Zone che favoriscono l’incontro delle unità Anti-Terrorist e Terrorist cioè i punti di battaglia) dove si usano la maggior parte delle volte mitraglie da corta distanza; mentre quasi tutte le mappe sono principalmente estese, complesse e molto intricate, dove raramente si utilizzano armi a corto raggio ma bensì fucili di precisione da media e lunga gittata. Sebbene sia uscito da diversi anni è tutt’ora uno dei giochi più giocati ed apprezzati online. 

Ed Entriamo così nella nostra Top 3:
  • 3 – Call of Duty & CoD: United Offensive

Ed al terzo posto si piazza il capostipite della serie Call of Duty inisieme all’espansione United Offensive. Epico sparatutto uscito nel 2003, ma ancora oggi molto attuale. Call of Duty ha ridefinito e riscritto la storia degli sparatutto in prima persona: unendo all’immediatezza un impareggiabile livello di feeling con mouse e tastiera. La spettacolare e cinematografica campagna single player è solo una piccola parte del divertimento mentre il multiplayer completa quello che è un grande capolavoro. Il team di sviluppo (Infinity Award) grazie a questo titolo è riuscito man mano a conquistare fette sempre più importanti del mercato diventando con Call of Duty 4 la serie più importante ed apprezzata. Sebbene a Call of Duty siano successi appunto: CoD2, CoD4: Modern Warfare, CoD: World at War, fino a Black Ops, il primo Call of Duty con relativa espansione, insieme al secondo, rimane tra i migliori sparatutto mai fatti. Ambientato durante la seconda guerra mondiale, giocheremo dal punto di vista di tre soldati alleati: un americano, un britannico ed un soldato sovietico. Il nostro obbiettivo: la conquista di Berlino, passando attraverso la Normandia, una Stalingrado in macerie ed altre famose “location” del tragico conflitto di metà novecento. Anch’esso fortemente influenzato da capolavori cinematografici quali: “Salvate il Soldato Ryan”, “Band of Brothers” ed “il Nemico alle Porte”, è distinto da un forte carattere drammatico e allo stesso tempo volto all’azione rapida e frenetica. Il multiplayer di Call of Duty è giocabile in diverse modalità: deathmatch, deathmatch a squadre, recupero (il primo team deve impossessarsi di documenti nemici), cerca e distruggi, centri di comando (piazza le radio e mantienile), quartier generale. Il gioco dispone di una grande varietà di mappe, ma è possibile trovarne anche di personalizzate. All’epoca al top in termini di dettagli grafici e di effetti sonori, ha riscosso un notevole giudizio dalla critica internazionale vincendo numerosi premi tra i quali il prestigioso: “Game of The Year 2003″. Sebbene la serie Call of Duty sia col tempo migliorata fino a raggiungere la vetta con Call of Duty 4, influenzando grandemente tutti gli sparatutto a seguire, in parte dovuto al cambio di piattaforma (passando da serie PC only a serie pensata per Console), in parte dovuto allo sfaldamento di Infinity Award, la serie Call of Duty ha conosciuto un periodo di grosso declino (assolutamente non in termini di vendite che sono cresciute di gioco in gioco in maniera esponenziale) ma in termini qualitativi e di gameplay. Se con il primo Call of Duty siamo difronte ad un genere piuttosto realistico a livello di armi, balistica e danni, con gli ultimi usciti ci troviamo alle prese con giochi rivolti sopratutto ai casual gamers dove conta sopratutto il kill-streak (numero di uccisioni di fila) tralasciando completamente il lavoro di squadra e la cooperazione.

  • 2 – Battlefield 2

Al secondo posto della nostra classifica non può che non esserci il mitico Battlefield 2. Le vicende di Battlefield 2 trattano di un’ipotetica guerra nel vicino futuro, i cui contendenti sono il corpo dei marines degli Stati Uniti (United States Marine Corps o USMC), la Repubblica Popolare Cinese (People’s Liberation Army of China o PLA), e la Coalizione Medio Oriente (Middle East Coalition o MEC). Le battaglie vedono solo USMC contro Cina e contro CMO, senza possibilità di scontro tra le ultime due, che presumibilmente sono alleate o neutrali. La CMO arriverà addirittura, nell’espansione Armored Fury, ad una invasione del suolo americano. Nell’espansione Euro Force la CMO affronta l’Esercito dell’Unione Europea, che fa la sua prima comparsa. In modalità singola è prevista la possibilità di giocare nelle mappe base del gioco avendo quali compagni di fazione e quali nemici dei bot, la cui intelligenza artificiale può essere gestita tramite un parametro di tre livelli. La modalità Giocatore singolo è molto utile anzitutto per cominciare a far pratica col gioco, senza incappare nella frustrazione di venire spesso uccisi durante difficili partite online; inoltre permette di far pratica con i veicoli e con gli upgrade che man mano si sbloccano. Ma l’acquisto per la modalità singola non ha quasi senso, non essendoci una vera e propria campagna. Battlefield 2 è, invece, un titolo multiplayer per eccellenza; studiato e progettato per partite su scala di 64 giocatori. Come da trazione Battlefield, dovremo aprirci la strada su mappe enormi, urbane e/o campali, utilizzando ogni mezzo a nostra disposizione: carri armati, blindati, elicotteri, aerei e non mancheranno nemmeno corazzate e portaerei. La struttura di gioco è molto simile a Battlefield 1942 da cui ha ereditato e migliorato lo stile di gioco oltre che alla grafica. L‘albero di comando è stato migliorato e approfondito: ogni fazione disporrà di un comandante, che avrà l’abilità di richiamare UAV per l’avvistamento di truppe nemiche, Bombardamenti di settore e coordinare i capi squadra sulla mappa tattica indicando le zone da attaccare o difendere. I capi squadra avranno l’abilità di far “respownare” i membri su di loro e di richiedere supporto al comandate. Il capo squadra, inoltre, potrà impartire ordini al proprio team, ritrasmettere o rifiutare gli ordini del comandante. Battlefield 2 è stato uno dei primi ad abbandonare il periodo della seconda guerra mondiale e di affrontare ambientazioni più moderne, cosa che ne determinò il successo e fu seguito a ruota da praticamente tutte le altre software house. Rilasciato nel 2005, Battlefield 2 ha riscosso un enorme successo in termini di vendite, e non è mancata qualche polemica per via dell’ambientazione (troppo simile all’Afghanistan e all’Iraq allora appena occupate dagli Stati Uniti). Per Battlefield 2 sono uscite anche diverse espansioni: Special Forces, Euro Force ed Armored Fury poi rilasciate gratuitamente con l’ultima patch. Una delle caratteristiche che ha però reso immortale, e tutt’ora giocatissimo, questo titolo fu il rilascio dell’SDK per mod e mappe aggiuntive. Battlefield 2 ha, infatti, tra le migliori mod mai realizzate ed alcune di esse sono total conversion che, in alcuni casi, hanno più giocatori che la versione “vanilla”. Vale la pena citarne qualcuna: Forgotten Hope 2, una mod che trasforma Battlefield 2 in un gioco sulla seconda guerra mondiale, e Project Reality, mod che aumenta il grado di realismo e aggiunge “features” uniche.

  • 1 – Half Life 2

Ed eccoci al primo posto: Half-Life 2 è, in poche parole, il miglior single-player sparatutto mai rilasciato per PC. Ma definirlo semplicemente uno sparatutto sarebbe alquanto limitato, più che altro è una perfetta simbiosi di generi che spazia dall’action al puzzle game, dall’avventura all’horror. Il termine stesso di semplice videogioco è alquanto limitato, ci troviamo dinnanzi ad un opera d’arte interattiva. Non solo ci impegnerà ad affrontare missioni cariche di azione ma ci porrà anche davanti ad eventi misteriosi, a dialoghi di raffinata intelligenza e colpi di scena imprevedibili carichi di suspance. La Valve è riuscita a ricreare un mondo post apocalittico curato meticolosamente in ogni aspetto mettendo in rilievo luci ed ombre come mai visto in un videogioco. Non mancano, inoltre, una moltitudine di scene cariche di carattere simbolico ed interpretazioni oggetto di elucubrazioni su internet su possibili riferimenti alla società in cui viviamo. Una reinterpretazione del nostro oggi nelle vesti di un videogioco?  Ma partiamo dalla trama.

Dopo il disastro di Black Mesa, Gordon Freeman è prelevato e messo in condizione di stasi da un individuo noto al pubblico come G-Man. Il governo bombarda l’area cancellando ogni prova della sua esistenza; nel frattempo, un consorzio di razze aliene denominato Combine, rilevato il picco provocato dalla breccia utilizzata dal Nihilanth (il “boss” finale di Half-Life) per invadere la Terra, decreta l’invasione in massa del pianeta. L’invasione del Combine (la Guerra delle Sette Ore) è veloce e devastante. Il Combine prende misure drastiche per mantenere un controllo serrato: i sopravvissuti sono radunati in città-prigioni sparse in tutto il mondo, obbligate a servire l’oppressore mentre questo depreda la Terra di tutte le sue risorse sotto la minaccia di morte o di “conversione” forzata allo stato di servitori. La Resistenza, guidata dai pochi sopravvissuti di Black Mesa, aiuta i cittadini a fuggire dalle città-prigioni per accoglierli in basi sicure e consentire una lotta armata nel tentativo di cacciare l’oppressore. Il nostro compito sarà quello di fuggire da Black Mesa ed unirci ai ribelli per iniziare la resistenza all’invasore alieno. Pur rappresentando un genere innovativo dal punto di vista tecnico in quanto a comparto grafico e fisico, Half Life 2 di per sé non introduce novità in termini di gameplay. Le mappe saranno piuttosto lineari, costituite da passaggi quasi sempre obbligati e con limitata libertà di azione. Il vero punto di forza del gioco però si basa su altri fattori: L’ambientazione, a dir poco perfetta e studiata per far da sfondo ad una storia epica, l’interattività, ancora oggi è difficile trovare un titolo con un tale livello di interazione: sarà infatti possibile interagire praticamente con ogni oggetto presente sulla mappa il quale reagirà in maniera realistica ai nostri stimoli, e per concludere il carisma dei personaggi. La qualità e le scelte nel doppiaggio, il carattere dei personaggi, i dialoghi e le vicende che contornano le fasi di azione non hanno pari in nessun altro gioco. Una storia mozzafiato che, dopo l’episodio uno e due, ancora aspetta il terzo per essere conclusa. A livello tecnico, grazie al motore grafico Source Engine, Half-Life 2 presenta molte caratteristiche inedite rispetto al predecessore, sfruttando appieno l’hardware disponibile all’epoca dell’uscita in commercio. In particolare modo sono da notare i personaggi, costituiti da un elevato numero di poligoni e animati con cura, che li rende particolarmente realistici rispetto agli standard. Anche il mondo che circonda il giocatore è molto dettagliato e ricco di effetti speciali, come i riflessi di luce sull’acqua e sulle altre superfici riflettenti. Tuttavia l’uso di algoritmi di radiosity, al posto dei classici algoritmi ray tracing, impedisce l’uso di luci dinamiche, cioè non è possibile avere nel gioco delle ombre mobili proiettate o delle fonti di luce in movimento (niente lampi degli spari o lampadine accese che dondolano, per esempio). La fisica di gioco è notevolmente migliorata grazie all’introduzione del middleware Havok: grazie ai suoi algoritmi, movimenti e collisioni sono più naturali; inoltre la composizione fisica degli oggetti influisce sulla loro massa, quindi sul loro comportamento in caso di interazione. Ultimamente, a seguito del lancio di Steam sul sistema operativo mac, oltre ad averne realizzato la conversione è stato introdotto un miglioramento grafico, che porta la versione del motore grafico “Source” all’anno 2007, cioè quello di Episode 2.

Per quanto riguarda il gioco online, Half Life 2 dispone di una modalità chiamata HL: Deathmatch che ci metterà nei panni di soldati Combine oppure dalla parte dei Ribelli in scontri online in modalità TDM o DM. Sebbene il multiplayer non sia profondo ed immersivo come molti altri sparatutto, la vera forza del gioco è il modding. Grazie al tool di sviluppo della Valve, il Source SDK, sarò possibile accedere ed usufruire di tutti gli strumenti per realizzare gratuitamente mod del gioco e redistribuirle in formato sia gratuito che a pagamento. Grazie al supporto della Valve, ad oggi, Half Life è il videogioco con il più alto numero di mod in assoluto. Molte delle quali total conversion di una qualità incredibile, tali da essere divenuti dei punti di riferimento nel mondo videoludico. Collegandoci alla pagina di Moddb.com e sfogliando le mod di Half Life 2 ci troveremo dinnanzi ad una sterminata lista di modifiche che solo a citarne le principali sarebbe opportuno creare un articolo apposito. Alcune delle più famose nate dal Source Engine sono appunto: Day of Defeat, Counter Strike, Garry’s Mod, GoldenEye: Source, Nightmare House 2, Insurgency, Resistence and Liberation, Obsidian Conflict e molte altre che potete trovare a questo link con la top 100http://topsites.moddb.com/all/?game=61. Che dire se non aveste mai provato Half Life 2 è il momento di farlo, perché altrimenti vi starete perdendo un autentico capolavoro videoludico, sempre attuale ed ancora senza un epilogo (in attesa del terzo capitolo).

Altre note di merito:

La serie Quake, Duke Nukem, Call of Duty 2, Red Orchestra: Ost Front, Red Orchestra 2, Battlefield: Bad Company 2, ARMA II, Crysis 2, Team Fortess 2.

4 pensieri su “I 10 migliori sparatutto per PC”

  1. direi ottimo articolo! sono d’accordo con te su tutto tranne che su Half Life 2 che per diversi motivi non l’ho apprezzato, magari potrei riprenderlo in mano e rigiocarci!

    1. Buongiorno e grazie del commento!
      A.V.A mi era piaciuto molto anche a me però devo ammettere che non ci ho giocato tantissimo (soprattutto perchè non avevo un clan con cui giocare) ma in ogni caso è stata una esperienza positiva. All’inizio (subito dopo la beta intendo) le mappe, modalità e armi erano poche..però mi sembra che ora ce ne siano molte di più! (son tornato a giocare circa un anno fa). Probabilmente si piazzarebbe bene in una top 10 freetoplay!

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